FIRENZE — Da otto mesi, ogni giorno lavorativo, i colleghi di Riccardo M. ascoltano involontariamente la musica che Riccardo ascolta attraverso le proprie cuffie. Il volume è sufficientemente alto da distinguere la melodia principale, i bassi e spesso i testi. Il genere prevalente è la techno mitteleuropea con incursioni nelle soundtrack di videogiochi degli anni 2000. Nessuno ha mai detto niente a Riccardo.

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"Non so come dirglielo," ha confessato la collega della scrivania adiacente. "Ormai sono otto mesi. Se glielo dico adesso, significa che ho aspettato otto mesi. È imbarazzante per me, non per lui." Un sondaggio informale ha rivelato che quattro colleghi conoscono a memoria almeno un brano del repertorio di Riccardo. Uno lo ha aggiunto alla propria playlist personale. "In realtà non è male," ha ammesso.