BOLOGNA — Roberto K., team manager di una software house, ha aperto il meeting mensile one-to-one dichiarando di credere profondamente nell'autonomia dei propri collaboratori e di non voler essere il tipo di manager che controlla ogni dettaglio. Nelle due ore successive ha inviato cinque messaggi Slack a Marta, la sua riporto diretta, chiedendo aggiornamenti sullo stato di un task che aveva assegnato quella mattina.

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"Non è microgestione," ha spiegato Roberto quando è stato invitato a commentare. "È presenza manageriale. C'è una differenza enorme. Io non gli dico come fare le cose — chiedo solo come stanno andando le cose che devono fare nel modo in cui io ho suggerito di farle." Marta ha risposto a tutti i messaggi con un aggiornamento dettagliato. Roberto ha poi risposto a ogni aggiornamento con un suggerimento su come migliorare il processo di aggiornamento.