FIRENZE — Monica L., 30 anni, analista di dati, ha ricevuto dal proprio manager un'email di 340 parole riguardante "alcune riflessioni sull'efficacia comunicativa nel contesto del team". L'email non la nominava mai direttamente, non descriveva l'episodio specifico a cui si riferiva, e si concludeva con "sento che c'è spazio per una conversazione costruttiva su questo". Monica ha impiegato tre giorni a capire che si trattava di un feedback su di lei e altri due per capire di cosa si trattasse.
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Vedi le offerte →"Mi è stato detto che sono troppo diretta," ha raccontato. "Me lo hanno detto in una mail in cui non c'era scritto niente direttamente. Ho dovuto chiedere a una collega di aiutarmi a decodificarla come un messaggio cifrato della seconda guerra mondiale." Il manager, interpellato, ha confermato che la comunicazione era "intenzionalmente morbida per rispettare la sensibilità di Monica", ignaro dell'ironia.